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CONCORSO DI IDEE - PIAZZA DEL PESO PUBBLICO - 1° CLASSIFICATO

Ubicazione: Piazza del Peso Pubblico  – Mede (PV)
Committente: Comune di Mede
Dimensioni: 4.000 mq
Data: 2000
Gruppo di lavoro: Arch. Alessio Gotta - Arch. Monia Pecchio - Arch. Andrea Zavattaro - Arch. Paola Zavattaro - Arch. Federica Martini

Il progetto, vincitore del concorso bandito dal Comune di Mede, è stato concepito partendo da un'analisi urbana a scala del quartiere ed individuando gli elementi di supporto esterni all'area oggetto di studio, sia nel disegno dei collegamenti pedonali, degli assi prospettici e visuali, della struttura viaria, che nella funzione da destinare allo spazio su cui si deve intervenire.
In riferimento a quest'ultimo aspetto, si è quindi pensata l'area come un giardino di quartiere in grado di offrire possibilità di sosta e di svago per la popolazione locale e che, inserito all'interno di un sistema di servizi collegati, o meglio collegabili, fra loro (quali scuole, verde attrezzato attrezzature sportive, giardini pubblici, ecc), risulterebbe luogo centrale della distribuzione urbana.

Obbiettivo del progetto è quindi quello di restituire dignità al luogo attraverso la valorizzazione di quest'area, importante, non solo per la nuova funzione di fulcro riorganizzatore di una realtà frammentata ed eterogenea per stili e linguaggi, ma anche in quanto porta alla città e quindi simbolo delimitatore di due ambiti diversi.

La presenza di una casualità, tipica delle aree di frangia dove il disordine degli interventi ha determinato una situazione di non luogo, ha suggerito un intervento capace di riconnettere i vari paesaggi che si affacciano su questa zona; paesaggi diversi non solo tra elementi all'interno della città, ma anche tra quest'ultima e la campagna esterna. Ecco che la collocazione sul territorio di quest'area sulla frontiera della città, ha suggerito di trasformarla in collante fra dentro e fuori, oltreché tra frammenti diversi di uno stesso ambito.

L'espediente per consentire allo spazio in questione di assolvere a questo compito, è scaturito dall'osservazione del territorio a livello planimetrico. Si è quindi individuato un segno forte nella scansione dei campi limitrofi, da qui la decisione di stendere un tappeto unificatore la cui trama ritracci il parcellare agricolo e, ammagliando le preesistenze, permetta un trapasso graduato tra la città e la campagna. Se , da una parte, la lettura di questo sito come zona filtro tra una realtà agricola ed una urbana, ha suggerito di adottare segni che ritracciassero il parcellare dei campi, l'ambito urbano è richiamato adottando un elemento verticale che simboleggia le mura della città. E' quest'ultimo un muro verde che delimita la pertinenza della città, lasciando comunque filtrare il disegno agricolo della pavimentazione che, insinuandosi tra il costruito, uniforma con un'unica maglia tutta l'area.