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CONCORSO D'IDEE PER LA SISTEMAZIONE E L'ARREDO DELLA PIAZZA VITTORIO EMANUELE II

3° CLASSIFICATO

Ubicazione: Moncalieri (TO)
Committente: Comune di Moncalieri
Data: 2003
Gruppo di lavoro: Arch. Alessio Gotta - Arch. Monia Pecchio

FINALITA’ DELL’INTERVENTO

Obiettivo del progetto è stato quello di ricucire il tessuto urbano del centro storico, “sistemando” e “arredando” la piazza principale.  
Unità, funzionalità e riconoscibilità sono stati i concetti sviluppati di fronte alla duplice richiesta dell’amministrazione, di rendere la piazza più fruibile da parte dei cittadini e di renderla pedonale per meglio integrarla nel centro storico.
Manifestazioni, rappresentazioni teatrali, concerti, cene medioevali, e altro ancora. Questi sono gli eventi che piazza Vittorio Emanuele II vuole ospitare e ai quali vuole fare da sfondo, oltre che con gli edifici di particolare interesse architettonico che su di essa si affacciano, con uno spazio versatile ed accogliente.
L’area viene ora investita da un diffuso desiderio di riqualificazione e di identità; occorreva dunque intuire comportamenti e bisogni, per poi tradurli in servizi ed emozioni.
Il tentativo di raccogliere il disordine e la disuguaglianza delle quote di calpestio dei vari porticati e della piazza stessa e di conciliarlo con l’importanza dell’asse nord sud della piazza, per porli come problemi principali da risolvere, ci ha portati a sviluppare un progetto basato sull’ordine e sulla razionalità.
Disegnare un’identità degli spazi: questa è stata la sfida raccolta, nel tentativo di dare agli abitanti un “luogo” da vivere quotidianamente.

DESCRIZIONE FUNZIONALE DEL PROGETTO

Memoria e contemporaneità convivono nei pochi essenziali segni che ridisegnano la piazza oggetto del concorso.
L’intera area, riprogettata, offre ai fruitori locali, eterogenei per cultura e tradizione, un luogo in cui riconoscersi, crescere e familiarizzare, offrendo occasioni di utilizzo assai differenziate, anche per  fruitori esterni alla città.
L'intera piazza è stata pensata ad esclusivo utilizzo pedonale, tranne che per il transito dei residenti e per il carico-scarico.
Giungendo da via S. Martino,  due rialzamenti di un metro e mezzo circa rispetto alla quota stradale consentono di ottenere spazi pianeggianti davanti alla chiesa di San Francesco e davanti all’edificio che ospita la banca. Il dislivello è stato superato mediante gradinate, che fungono anche da sedute, e due modeste rampe di scalini.
Le zone di sosta sono dislocate lungo i percorsi perimetrali della piazza, contraddistinti dalla pavimentazione in pietra serena, che incorniciano l’intera area di progetto.
Il linguaggio e i materiali proposti dal progetto, pur configurando forme autonome e identificabili, si accordano con quelli del contesto cercando di evitare il pericolo di una eccessiva autonomia espressiva.
L’accurato disegno della pavimentazione, elemento legante di tutta la riqualificazione dell’area, reso immediatamente leggibile dalla scelta di materiali diversi, caratterizza i percorsi e gli spazi. Il nastro che costituisce il segno a terra che percorre tutta la piazza da un capo all'altro, largo sessanta centimetri, prevede una pavimentazione in acciottolato scandito da un susseguirsi di sassi luminosi a led disposti sulla mezzeria della fascia.
Lungo questo percorso si aprono luoghi emergenti che riguardano spazi dotati di particolare significato e caratterizzazione, che hanno richiesto una progettazione specifica, quali il sagrato delle chiese di S. Maria della Scala e di S. Francesco, le zone in corrispondenza dei portici posti ad una quota notevolmente più alta rispetto all’attuale quota della piazza, il cuore della piazza stessa.
Lo spazio urbano oggetto del concorso è stato considerato anche sotto l’aspetto dell’ordine sociale ed economico, evidenziandone la razionalità e la funzionalità. Lo spazio urbano deve costituire il riflesso dei modi in cui la società vive e si organizza, cogliendone le relazioni.

LA FONTANA

L’uso dell’acqua nella definizione e decorazione degli spazi pubblici è pratica antica quanto il fenomeno urbano.
In particolare la vasca d’acqua su cui si poggia la statua di Saturno ha un significato storico per la città di Moncalieri.
Il progetto conserva la leggendaria statua, traslandone la posizione di qualche metro per consentire una collocazione centrale rispetto alla piazza, e circondandola di acqua “dinamica” concretizzata mediante una fontana a raso, contraddistinta da una posa di pavimentazione particolare rispetto al resto della piazza.
La fontana è costituita da trentasei ugelli a scomparsa raggruppati a nove, disposti a croce intorno alla base della statua, con getti sincronizzati in modo la formare giochi d'acqua con getti ad altezze pilotate.
La fontana è naturalmente dotata sul perimetro di griglie per la raccolta dell’acqua, ed è previsto un ricircolo della stessa mediante pompe inserite in un vano tecnico sotterraneo ispezionabile.
I getti d’acqua possono essere parzialmente attivati o completamente spenti per consentire una più unitaria fruizione dell'intera piazza.

LA PAVIMENTAZIONE

La pavimentazione di viali, piazze e giardini deve rispondere a esigenze sia di ordine formale che funzionale;  conseguentemente grande attenzione è stata dedicata scelta dei materiali da utilizzare per differenziare la pavimentazione e conseguentemente le superfici della piazza.
La zona di attacco tra la piazza e il resto della città è pavimentata in selciato, come la maggior parte delle vie di accesso alla piazza, come è nella tradizione della città.
L'intera piazza è stata pensata ad esclusivo utilizzo pedonale, tranne che per il transito dei residenti e per il carico-scarico.
La parte centrale, circa 700 mq, è stata pensata pavimentata con porfido posato a correre, eventualmente recuperato dall'attuale pavimentazione, entro regioni delimitate da bande larghe cinquanta centimetri in pietra.
Queste ultime divengono così segni forti che tagliano ripetutamente la piazza  trasversalmente, sottolineando la scansione dei portici, partendo dalla base delle colonne e procedendo perpendicolarmente alla rispettiva facciata, fino a condurre alla striscia in acciottolato, mettendo in stretta relazione i due lati edificati.
Si è cercato di restituire alla parrocchia di S. Maria della Scala un sagrato, seppur di dimensioni contenute, che potesse consentire la sosta e l'aggregazione. Nel grigio della pietra si innesta un triangolo, pavimentato in ammattonato accostato, che costituisce una simbolica proiezione a terra della facciata della chiesa, segnando contestualmente la direzione d'accesso alle scalinate.
La parte perimetrale della piazza, all'attacco con gli edifici, è stata pensata il pietra arenaria, in formato rettangolare posato sfalsato a correre.
Un piccolo filare di alberi davanti all’edificio della banca, recupera l’asse dei portici, proseguendolo fino alla via Botta.

L’ILLUMINAZIONE

La luce crea ombre e plasticità, influenza notevolmente la composizione di uno spazio. La facile flessibilità della luce permette infatti di disegnare spazi, definire funzioni, senza intervenire sulla struttura architettonica. La luce come quarta dimensione dell’architettura, interpreta gli spazi li rende percettibili, visibili. La progettazione non volumetrica, ma interpretativa della luce, coerentemente al resto del progetto, valuta oltre che l’aspetto estetico d’arredo, anche la scelta che garantisca l’assenza d’abbagliamento ed un elevato confort visivo. L’idea progettuale utilizza sei tipologie di corpi illuminanti. La prima costituita da lampione stagno per esterni su pali in ghisa dislocati su tutta la piazza,con lanterna in stile con la storicità del luogo.
La  seconda costituita da paletti apparecchi illuminanti su paletti, per esterni in alluminio, con calotta semisferica con lamelle frangiluce, posti principalmente a delimitare lo spazio pedonale antistante la parrocchia di S. Maria della Scala, sottolineandone il confine tra il sagrato, pavimentato in ammattonato e il marciapiede  che proviene da via Principessa Clotilde pavimentato il pietra.
La terza costituita da elementi di illuminazione-segnalazione ad emissione di luce radiale a 360°. Sono apparecchi stagni per esterni, per montaggio sporgente, calpestabili e carrabili, con riflettore in alluminio. 
La quarta riguarda l’illuminazione architettonica, realizzata mediante elementi illuminanti da incasso a terra, direzionale a fascio asimmetrico, dal basso verso l'alto posizionati alla base di ogni colonna su entrambi i lati porticati e in corrispondenza delle lesene per la facciata del municipio e della chiesa di S. Francesco per valorizzare la preziosità degli edifici che si affacciano sulla piazza e per creare un'ambiente suggestivo. Sono anche stati pensati delle lampade con profilo in alluminio e schermo policarbonato da installare in posizioni strategiche sui cornicioni degli edifici di maggior pregio ed interesse.
La quinta tipologia riguarda apparecchi illuminanti di forma rettangolare, da incasso, realizzati in alluminio, con diffusore in vetro e frangiluce orizzontale in alluminio presso fuso, da posizionare sul lato verticale dei gradoni.
La sesta tipologia valorizza il carattere del segno curvo a terra in acciottolato, in scandendolo e rafforzandone lo sviluppo mediante il susseguirsi di sassi luminosi a led disposti sulla mezzeria della fascia, che bene si mimetizzano con la superficie durante il giorno, per creare un suggestivo filo luminoso durante le ore notturne.

L’ARREDO

L’arredo, studiato in ogni singolo dettaglio, prevede anche, dislocati lungo l’intera area fontanelle e cestini porta rifiuti in armonia di stile con il resto dell’arredo.
Le panchine poste sulle due piazzette pianeggianti a sud della piazza, nella zona antistante la chiesa di S. Maria della Scala, e in altri luoghi di sosta richiamano anch’esse uno stile artistico. Sono formate da una struttura in ghisa e da una fila continua di listelli in legno per la seduta e lo schienale
Sono stati previsti paletti dissuasori metallici a scomparsa da posizionare nei punti di sbocco delle vie s. Croce, Principessa Clotilde, s. Martino e dei vicoli Duch e Cotta, sulla piazza, nell'intento di rendere la piazza pedonale, ma di consentire comunque l'accesso agli autorizzati.

IL PALCO

La proposta progettuale prevede un’organizzazione dello spazio in modo organico e funzionale, che ha dovuto fare i conti con dislivelli considerevoli.
La semplicità compositiva e l’attenzione per il dettaglio costruttivo hanno accompagnato tutte le scelte progettuali. La proposta che ne è scaturita enfatizza questi principi riconoscibili nei vari spazi dell’area oggetto di studio.
Gli eventi che la piazza intende ospitare, quali spettacoli, manifestazioni, concerti e cene medioevali, necessitano di uno spazio di centrale importanza.
Si è pensato ad un palco che non deturpasse la naturale inclinazione della piazza, ma al tempo stesso era necessario individuare un’area pianeggiante. Così è scaturita l'idea di un palco "mobile a scomparsa" di 100 mq, ubicato nella parte antistante il Municipio, che normalmente rimane a filo del piano della piazza, e in caso di eventi  si "estrae" mediante un automatismo, ottenendo una zona importante  e versatile.